Antica Compagnia Opera dei Pupi

Famiglia Puglisi

La Storia

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L’arte dell’Opera dei Pupi nella dinastia Puglisi si è tramandata per ben cinque generazioni, come racconta lo stesso Don Ignazio Puglisi in un’intervista rilasciata al prof. Sebastiano Burgaretta.

Validissimi “opranti” furono il Nonno di Don Ignazio, anche lui Ignazio, e il padre Giovannino, nato a Enna nel 1860 e morto a Biancavilla nel 1917.

Durante il suo girovagare, Giovannino Puglisi conobbe a Scicli una ragazza appartenente a una nobile famiglia, Deodata Sclafani, e fuggì con lei, poiché i genitori non avrebbero mai dato il consenso al matrimonio con un puparo. Deodata Sclafani fu ripudiata dalla sua famiglia e intraprese con suo marito una nuova vita.

Da questo matrimonio nacque un unico figlio, Ignazio (Ragusa, 26/03/1904), che apprese dal padre il mestiere di puparo e prestigiatore.

Infatti, alla fine delle rappresentazioni del padre, il piccolo Ignazio stupiva il pubblico con elementari giochi di prestigio.

Il piccolo Ignazio rimase orfano molto presto, poiché i suoi genitori morirono a Biancavilla nel 1917, a seguito di una letale epidemia intesa come “spagnola”. Egli aveva solo 13 anni e fu aiutato da un cugino di nome Concetto, anche lui rimasto orfano.

Ignazio aveva ereditato solo i pupi e una valigia di giochi di prestigio.

Dopo pochissimi mesi conobbe la giovane Nunziata Siena (29/11/1902 – Siracusa, 9/10/1970), che fu la sua più grande sostenitrice e con la quale si unì legalmente il 19 agosto 1922 a Carlentini, dopo aver superato l’ostilità del suocero.

In quello stesso anno cominciò a esercitare il mestiere di pastaio. Intanto, nel tempo libero, esercitava il suo innato mestiere di oprante presso un vecchio magazzino che si trovava nel corso principale di Carlentini.